Riscaldamento domestico e muffe Riscaldamento domestico e muffe

Con l'arrivo dell'inverno inizia anche la stagione delle muffe in casa. Le colonie di micofiti compaiono in molti alloggi quando la temperatura esterna comincia a scendere e in casa viene acceso il riscaldamento.

La muffa si forma sul lato interno delle pareti perimetrali degli edifici, proliferando dietro armadi, credenze e carte da parati, dove lascia sgradevoli macchie nere. Oltre a provocare il degrado delle superfici murarie, ha effetti negativi anche sul clima interno delle abitazioni e quindi sulla salute di chi vi abita.

 

Come combattere la muffa?

Anzitutto è necessario eliminare le tracce di muffa esistenti. Allo scopo si possono impiegare vecchi rimedi come l'alcol denaturato ad alta gradazione (etanolo min. al 70% o nel caso di pareti umide, all' 80%). In commercio sono disponibili anche vari prodotti fungicidi, sarebbero opportuno evitare quelli contenenti ipoclorito di sodio (ossia la comune candeggina, a base di cloro attivo) perchè dannosi per la salute umana e per l'ambiente.
Nella rivista test 01/2014 e nel sito internet di “Stiftung Warentest” sono riportati i risultati dei test compiuti su 28 prodotti antimuffa. (www.test.de/Mittel-gegen-Schimmel-Hausmittel-und-chemische-Keulen-im-Test-4648884-0/)


Il passo successivo consiste nell'individuare e eliminare le cause dell'inconveniente.
 

Eliminare le cause

La formazione di colonie fungine può essere dovuta a diversi fattori: insufficiente isolamento termico delle pareti, presenza di ponti termici, errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa.
 

Consiglio

Un igrometro collocato nelle stanze infestate dalla muffa (meglio se in prossimità delle aree più colpite) permette di monitorare il grado di umidità e osservarne l'eventuale relazione con lo sviluppo di colonie fungine. Si consiglia inoltre di ventilare opportunamente i locali, individuando per tentativi la durata e il tipo di ventilazione (aerazione d'urto, correnti d'aria) che influiscono sul grado di umidità. In questo modo si capirà anche se il problema muffe dipende dal ricambio d'aria, e quindi se può essere risolto semplicemente modificando tempi e modi di ventilazione della casa.

Oltre alle muffe, un insufficiente ricambio d'aria può causare anche un'eccessiva concentrazione di anidride carbonica (CO2).

Molti commettono l'errore di non riscaldare mai alcune stanze o di riscaldarle in maniera indiretta sfruttando il calore presente nel resto dell'abitazione.
Tuttavia è bene sapere che l'umidità relativa varia in funzione della temperatura. E poiché l'aria fredda trattiene meno umidità, la quota residua tende a condensarsi e depositarsi sulle pareti fredde delle stanze non riscaldate, creando un terreno di coltura ideale per le muffe.
 

Consiglio

Installando un sistema di ventilazione centralizzato o decentrale oppure un dispositivo di apertura-chiusura automatica delle finestre a ribalta, si garantisce un corretto ricambio d'aria nelle stanze. In questo modo si previene sia la formazione di muffe sia un'eccessiva concentrazione di CO2.

 

Isolamento termico insufficiente / Ponti termici

Se le muffe non scompaiono malgrado la corretta ventilazione degli ambienti, allora le cause dell'inconveniente vanno ricercate altrove.

A volte l'origine del problema è visibile a occhio nudo, come accade per elementi in calcestruzzo quali i pilastri non coibentati o i balconi che giungono senza interruzione all'esterno dell'edificio. Questi, infatti, sono tipici esempi di ponti termici, che alimentano la formazione di muffe.

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Anche le pitture anti-muffa possono essere una soluzione per contrastare la formazione della muffa. La rivista Ökotest, a marzo del 2018, ha però messo in dubbio la loro efficienza nel lungo termine, segnalando anche possibili effetti nocivi per la salute (articolo in tedesco: https://www.oekotest.de/bauen-wohnen/19-Antischimmel-Wandfarben-im-Test_110799_1.html).

Se invece la causa non è così evidente, si possono analizzare i punti critici dell'edificio con l'ausilio appositi strumenti di misurazione dell'umidità oppure della termografia (immagini a infrarossi) eventualmente abbinata a un blower-door-test (controllo dell'impermeabilità all'aria dell'edificio). Questo sitema permette di localizzare gli elementi strutturali che presentano maggiori dispersioni di energia.

Per consulenze e misurazioni è opportuno rivolgersi a periti, esperti di bioedilizia e consulenti edili e al risparmio energetico.
Tali servizi sono offerti anche dal Centro Tutela Consumatori Utenti in collaborazione con un'associazione indipendente. Per ulteriori ragguagli si vedano i fogli informativi pubblicati su www.centroconsumatori.it (sezione "Abitare, costruire & energia")

 

Soluzioni al problema della muffa in casa

  • Modificare le modalità di riscaldamento e di ventilazione della casa

  • Eliminare o ridurre i ponti termici

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    Migliorare la coibentazione dell'edificio (pareti perimetrali, tetto ecc.)

  • aumento della temperatura superficiale con riscaldamento a parete e/o soffitto o cavo scaldante di tipo elettrico


 

Ulteriori informazioni:

https://www.consumer.bz.it/it
www.test.de/Mittel-gegen-Schimmel-Hausmittel-und-chemische-Keulen-im-Test-4648884-0/
https://www.oekotest.de/bauen-wohnen/19-Antischimmel-Wandfarben-im-Test_110799_1.html

Situazione al
09/2018

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